Sospeso il docente che sminuisce la ‘Shoah’

Legittimo, secondo i giudici, il provvedimento adottato dalla scuola, essendo evidente la gravità della condotta tenuta in pubblico dal professore

Sospeso il docente che sminuisce la ‘Shoah’

Professore sminuisce la ‘Shoah’: legittima la sospensione per cinque mesi. Questa la decisione dei giudici (ordinanza numero 28853 del 31 ottobre 2025 della Cassazione), i quali hanno confermato in via definitiva il provvedimento adottato dalla scuola, ritenendo evidente la gravità della condotta tenuta in pubblico dal docente.
Il fattaccio risale a due anni fa, quando un docente – di Diritto, per giunta –, davanti a circa duecento studenti, interrompe una rappresentazione teatrale sulla ‘Shoah’ e ad alta voce contesta fatti e numeri relativi alle vittime dello sterminio degli ebrei nei campi di concentramento nazisti, definendo quelle cifre “non storia ma ideologia”.
Inevitabile il clamore mediatico, inevitabile lo strascico giudiziario. Quello penale, relativo all’accusa di propaganda di idee razziste, si chiude con l’archiviazione decisa dal Gip. Quello civile, invece, che giunge fino in Cassazione, riguarda il provvedimento adottato dalla scuola nei confronti del docente, ossia la sospensione – dal lavoro e dalla retribuzione – per ben cinque mesi.
A ritenere legittima la linea dura dell’istituto scolastico sono già i giudici di merito, i quali respingono le obiezioni proposte dal docente, ritenuto colpevole di una condotta lesiva dell’immagine dell’istituzione scolastica e dell’amministrazione e del rapporto fiduciario con studenti e famiglie e, perciò, tale da integrare la violazione dei doveri di responsabilità e correttezza della funzione docente.
Impossibile, quindi, sempre secondo i giudici di merito, ritenere non proporzionata la sanzione decisa dalla scuola, vista la gravità del contrasto con la funzione docente chiamata a promuovere, anzitutto con l’esempio, il valore della conoscenza ed il principio della libera manifestazione del pensiero, nella fondamentale ottica del reciproco rispetto e del confronto civile.
A chiudere il contenzioso provvedono ora i magistrati di Cassazione, sancendo in via definitiva la legittimità del provvedimento disciplinare adottato dalla scuola nei confronti del docente. Ciò perché è ritenuta lampante la gravità della condotta tenuta in pubblico dal professore, condotta in contrasto con la funzione docente e tale da pregiudicare l’immagine dell’istituzione scolastica.

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